Ti rimetto a telefonare, così impari la lezione

Rientro martedì 11 luglio. Non ricordo esattamente lo stato d’animo di quella mattina. So solo che avevo una nausea fenomenale. E’ tutto come avvolto nella nebbia. NESSUNO DEI TRE FRATELLI mi affronta apertamente; la signorina figlia del titolare 1, che nel frattempo ha cambiato ufficio, mi comunica di salire all’ufficio commerciale Italia.

Quella sarà la mia nuova postazione, come già immaginavo.

Il mio ex ufficio rimane vuoto, pieno di raccoglitori e giornali sulla scrivania, con la porta bene aperta, come la tenevo sempre io.

Ma … non ho nessun contratto che suggelli ufficialmente il cambio di mansioni!

Perché la lettera di licenziamento non arriva? Perché mi fanno tornare? Forse perché non ho fatto niente? Forse perché non mi possono licenziare per nessun motivo che stia in terra?

Sono collocata in mansarda, ultimo, buio piano della villa, con le colleghe dell’ufficio commerciale Italia. Una amica, una la spia dei capi, che così può controllarmi. Quello che devo fare me lo dice a volte quest’ultima, a volte il consulente commerciale, talmente inutile ed insignificante che non saprei neanche come definirlo. Lo chiamerò sig. G. Le mie nuove mansioni saranno: telefonate, offerte commerciali, ricerca agenti su zone scoperte, predisposizione di liste ristoranti/enoteche/grossisti su zone definite, contatto con agenti di vendita e appuntamenti fissati per loro.

Tra l’altro, il sig. G per comunicare con me mi scrive ancora al mio indirizzo aziendale personale, ma io non ho più quella mail! La legge la figlia del titolare 1. E devo comunicargli che ho un nuovo, generico indirizzo commerciale condiviso con le colleghe. Non lo sa davvero o, come credo, regge il gioco della proprietà, con un’aura di irradiante falsità? Lascio immaginare il clima che si respira.

Le e-mail che arrivano per me durante l’estate, che fine fanno? Se qualcuno chiede di me al telefono, cosa gli viene detto? Sarebbe interessante scoprirlo…e magari le colleghe amiche potrebbero chiarire la cosa. Cosa hanno comunicato ufficialmente i titolari? Sono morta? Sono gravemente malata? Ho rubato, e quindi mi vogliono licenziare per giusta causa?

Ma, guarda un po’, la lettera di licenziamento non arriva mai.

 

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